“The IDPROM contents are invalid”

Seconda volta che mi capita di vedere questo messaggio.

Il significato è chiaro, anzi chiarissimo: la batteria della NVRAM è andata.

La prima volta che ho visto il messaggio si trattava della mia Ultra 1. Stavolta si tratta sempre di una macchina sun4u ma purtroppo è la mia macchina principale, la classica Ultra 10.

La riparazione non è difficile, ma è piuttosto laboriosa, visto che la batteria della NVRAM è integrata nel chip della NVRAM, ovvero il chip e la batteria sono annegati in un unico blocco di resina con il risultato che per raggiungere la batteria sono necessari taglierino e pazienza.

Naturalmente esiste anche la possibilità di trovare una nuova NVRAM, ma non penso proprio che seguirò questa strada.

Per ogni evenienza a suo tempo presi una Ultra 5 per avere una macchina spare, quindi anche nel caso le cose andassero male la potrò eventualmente cannibalizzare per rimettere in sesto la Ultra 10.

Comunque stavolta ho in programma di documentare qui più in dettaglio il processo di riparazione dal punto di vista hardware, partendo da questa guida.

r_b

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Anniversario

Un anno in più.

Riferendomi spudoratamente ad una vignetta di xkcd.org: ancora due anni e poi si arriva ad una bella cifra tonda.

r_b

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NAS Skintek

Due parole per spiegare che cos’è l’oggetto di cui parlerò: si tratta di una enclosure per hd PATA a cui oltre che via USB è possibile anche collegarsi attraverso una connessione di rete.

Visto che l’oggetto aveva un costo irrisorio, visto che di hd pata ne ho ancora parecchi in giro e visto che avevo voglia di provare ad integrare un NAS nella mia rete locale l’ho comprato senza aspettarmi nulla di che.

Naturalmente collegarsi via USB non dà problemi.

Qualche problema c’è invece con la connessione via rete.

Ora, attenzione: le seguenti operazioni hanno funzionato sulla mia unità e le scrivo qui più che altro come promemoria, non mi prendo alcuna responsabilità nel caso non fuzioni e/o danneggi l’hardware.

Detto questo, la sequenza di operazioni:

1) Configurare la scheda ethernet del proprio computer come client dhcp
2) Collegare con un cavo ethernet diretto il NAS al proprio computer
3) Verificare che la scheda di rete abbia ricevuto un indirizzo del tipo 169.254.170.xxx con xxx variabile tra 2 e 254
4) Individuare il MAC del server dhcp (ovvero il MAC del NAS).
5) Aprire un browser
6) Collegarsi a http://STORAGE-abcd dove abcd sono gli ultimi 4 caratteri alfanumerici del MAC del server dhcp
7) Verranno richieste username e password. Inserire rispettivamente admin e admin
8) Configurare a piacere

A questo punto si può iniziare ad utilizzare il NAS.

Un’ultima nota: se sapete bene ciò che state facendo, potreste essere in grado di aggiornare il firmware. Naturalmente questo espone al rischio di rendere inutilizzabile l’interfaccia di rete del NAS ma teoricamente l’interfaccia USB dovrebbe ancora funzionare.

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Happy 2012!

Un anno è appena finito, un anno è appena iniziato.

Felice 2012 a tutti!

r_b

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Buon Natale

Esattamente come c’è scritto nel titolo:

Buon Natale a tutti!

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Lucca Comics & Games 2011

La manifestazione è passata da abbastanza tempo ormai ma ho deciso di scrivere qualcosina ugualmente.

Anche quest’anno sono andato a Lucca. Un pellegrinaggio da otaku, come ogni anno. Solo che quest’anno non ho partecipato a tutta la manifestazione. Ho girato per “soli” due giorni.

Quest’anno c’è stato un altro cambiamento: abbonamento da due giorni comprato online. Purtroppo, comprandolo online c’è un certo rincaro sul prezzo del biglietto… almeno mi sono risparmiato una parte della fila, quella alla cassa. C’è l’altra fila, quella del braccialetto, a cui non si può sfuggire. So che avrei potuto ordinare l’abbonamento con braccialetti eccetera che mi sarebbero comodamente arrivati a casa via posta, ma mi sono mosso tardi.

Del resto la pianificazione per andare a Lucca finisce sempre, per un motivo o per l’altro, ad essere più una serie di intenzioni piuttosto che di azioni.

Almeno quest’anno, anche se non ho potuto usufruire del posteggio da V.I.P. l’alloggio era dentro le mura di Lucca, proprio al centro.

Parlando di posteggio, sono riuscito a trovare comunque un simpatico posteggio libero, abbastanza vicino alle mura. Mi sono un pò perso prima di trovarlo, nonostante il navigatore satellitare, ma con un pò di fortuna ho posteggiato nell’ultimo posto rimasto. Ho visto girare altri automobilisti come avvoltoi in cerca di preda, ma l’autovettura era ferma e non si sarebbe più mossa da posteggio fino al giorno del ritorno.

Continuando ancora sui posteggi… quest’anno c’erano i V.I.P. di serie A e di serie B: solito posteggio per la serie A, mentre posteggio diverso, più lontanuccio, per gli espositori della self-area.

Finita la parentesi dei posteggi, passiamo alla fiera, quest’anno dedicata a Salgari (parentesi tra parentesi, è uno dei miei autori preferiti).

E’ andata, tutto sommato, bene. Sono riuscito a vedere più o meno tutto quello che mi interessava, anche se come al solito il Japan Palace è lontano da tutto il resto, ma un giro bisognava farlo. Tante cose interessanti naturalmente.

Qualche acquisto. Forse farò qualche foto, forse no.

Tanti espositori. Bel tempo, sole, niente pioggia.

Mostrare braccialetto e biglietto all’ingresso di ogni singolo padiglione è un’agonia… ma penso che lo sappiano tutti.

Tanta gente. Tantissima gente.

Wikipedia dice oltre 155000 presenze (link)

Wikipedia dice anche che

Lucca Comics & Games è la più importante rassegna italiana, seconda d’Europa e terza del mondo, dedicata al fumetto, all’animazione, ai giochi (di ruolo, da tavolo, giochi di carte), ai videogiochi e all’immaginario fantasy e fantascientifico, che si svolge a Lucca in Toscana.

Sono le prime due righe dell’articolo di cui al link precedente.

Davanti al Lucca Comics & Games il Comiket a Tokyo, ma ad un livello completamente diverso (circa 560000 presenze nel 2009, link).

Poi, prima di Lucca Comics & Games, secondo Wikipedia, c’è il Festival International de la Bande Dessinée d’Angoulême mentre subito dopo viene il Comic-Con di San Diego.

Vale però la pena notare che il Comic-Con ha raggiunto la capacità massima (link) di 125000 visitatori a cui cercano di autolimitarsi, prendendo in considerazione di spostare la fiera, ma se ne parlerà dopo il 2015.

Ora, perchè ho riportato questi dati?

Perchè, sempre secondo Wikipedia, il Japan Expo di Parigi ha avuto nel 2010 182000 visitatori (link)

Quindi?

Quindi niente.

Cosa farò l’anno prossimo?

Con ogni probabilità sarò di nuovo a Lucca.

Prima o poi riuscirò a partecipare ad una Lucca Comics & Games e spezzare la maledizione, tornando a casa stanca ma senza raffreddore.

Alla prossima.

r_b

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External USB HD not working? Check the USB cable

Maybe an external USB HD does’t work at all.

Maybe it works with some GNU/Linux distribution but it doesn’t with some Windows version or vice versa.

Maybe it works on a laptop but it doesn’t on a desktop or vice versa.

Try another USB cable.

I’m not joking.

Rolling_bean

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I Lost The Game

Non sapevo nemmeno che stavo giocando.

Quindi, nel caso valesse la regola “You are always playing The Game” parrebbe che io abbia impiegato parecchio tempo a perdere.

Se invece avessi applicato la regola “Everybody in the world who knows about The Game is playing The Game” allora, come direi tutti, ho perso per la prima volta appena ho conosciuto The Game.

Dunque, ecco l’annuncio: I Lost The Game.

E, naturalmente, coloro che hanno letto questo posto, hanno perso a The Game.

Detto questo, è meglio che torni ad occuparmi di qualcosa di leggermente più serio.

r_b

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My Ultra 10 & Me

Ho già scritto qualcosa riguarda la mia Sun Ultra 10.

Stavolta voglio scrivere come ho incontrato questa macchina e come mi sono accostato al mondo SPARC.

Come buona parte degli incontri interessanti è stato un caso fortuito che ci ha fatto incontrare.

Sono ormai passati diversi anni, ma mi ricordo ancora: era una fiera dell’elettronica e dell’informatica, a Pordenone. Avevo già visto, in fiere del genere, macchine della Sun e qualcosa sapevo. Ad esempio, sapevo che le macchine della Sun di solito non montavano CPU né AMD né Intel ma qualcosa di completamente diverso, proprio un’altra architettura.

Avevo anche la vaga impressione che le macchine Sun fossero completamente diverse dai personal computer a cui ero abituato. Non ci avevo mai pensato troppo, dando per scontato che non avrei mai avuto una macchina Sun.

Finchè non sono stato a quella fiera dell’elettronica.

Di solito faccio sempre due giri completi, il primo dedicato all’osservazione, il secondo all’acquisto. Mi ero accorto di uno stand che, tra le altre cose, vendeva della macchine Ultra 10. Più che altro mi ero accorto che portavano il marchio Sun e basta. Ammetto che non avevo mai sentito parlare di Ultra 10, quindi non mi aveva colpito più di tanto.

Tutto sarebbe potuto finire così se al secondo giro non fossi passato di fronte allo stesso stand, notando che una macchina Sun era aperta. Lanciai un’occhiata. Ero curioso di vedere come era fatta dentro una Sun.

La prima cosa che notai fu l’assenza di hard-disk. La seconda fu il tipo di connettore per l’hard disk: classico connettore ATA. La cosa iniziava a farsi interessante. A casa avevo già una macchina con dischi SCSI, ma non avevo hard disk in più, mentre di normali hard disk ide ne avevo parecchi inutilizzati.

La terza cosa che notai furono i connettori PCI sulla motherboard. Avrei potuto installare facilmente schede aggiuntive.

L’ultima cosa che notai fu la presenza, oltre che di un connettore video che avevo già visto su altre macchine Sun presenti in fiera, di un connettore VGA. Questo significava che avrei potuto collegare un qualsiasi monitor e avrebbe funzionato.

Quella macchina Sun sembrava fatta apposta per me. Il prezzo era onesto. La volevo.

Conoscevo GNU/Linux abbastanza bene per essere ragionevolmente certo che una qualche distribuzione sarebbe stata in grado di girare su una macchina SPARC.

Ricordo che il venditore sottolineò il fatto che quello che stavo comprando non era un normale pc, ma una macchina SPARC della Sun e che quindi non dovevo nemmeno pensare di installarci su Windows. Ricordo di aver risposto che era appunto perchè era una macchina della Sun che mi interessava e che avrei usano GNU/Linux.

La macchina era mia, e assieme a lei un supporto per avambracci e una tastiera Sun Type 5.

Appena arrivato a casa la volli provare subito, immediatamente.

Feci tutti i collegamenti e… niente sul video.

Controllai i collegamenti… tutto a posto. La ventola di raffreddamento dell’alimentatore partiva, quindi qualcosa succedeva. I quattro led della tastiera lampeggiavano… eppure niente sul video.

A questo punto dovetti rimandare gli esperimenti per qualche giorno, ma nel frattempo mi documentai, imparando parecchie cose interessanti sulla Ultra 10. Ero praticamente certo di aver capito qual’era il problema: la macchina era probabilmente impostata per usare non la scheda video integrata nella motherboard ma la scheda video aggiuntiva. La soluzione era semplicemente digitare “al buio” diversi comandi sulla tastiera – avrei scoperto dopo che con tali comandi prima si entrava all’interno di ciò che in un normale pc sarebbe stato il BIOS, anche se il paragone non è molto azzeccato, vista la maggiore potenza e versatilità dell’alternativa che offre la macchina Sun.

Bene, digitai i comandi, fiducioso di veder apparire sullo schermo qualcosa, ma fui deluso. Niente video.

Dovettero passare ancora un paio di giorni di ricerche prima di trovare la soluzione, giorni piuttosto cupi visto che al momento la Ultra 10 si limitava ad occupare spazio e a non fare niente di particolarmente esaltante… per di più non potevo ancora escludere che non fosse non funzionante.

Comunque, scoprii che le macchine Sun hanno un’interessante caratteristica: quando non sono fisicamente collegate ad una tastiera, tutto l’input/output avviene attraverso la prima porta seriale.

Il tempo di controllare il pinout della prima porta seriale della Ultra 10, comprare i connettori adatti e il cavo, qualche decina di saldature dopo avevo un bel cavetto adatto a collegare un pc alla Ultra 10.

La cosa funzionò e così scoprii che la Ultra 10 era felicemente funzionante, arrivando a presentarmi l’ ok prompt.

La prima cosa che feci fu redirezionare l’output: lo volevo sull’uscita del monitor. Ci misi un po’ di tempo, perchè dovevo imparare OpenBoot, ma vedere finalmente qualcosa sul monitor mi riempì di soddisfazione.

Ora dovevo solo capire perchè non riuscivo ad usare la tastiera Sun Type 5. Ne avessi avuto un’altra disponibile, l’avrei provata subito e mi sarei risparmiato molta fatica. Purtroppo la tastiera Sun Type 5 non è una tipica tastiera per PC e i tasti extra me lo avevano fatto capire subito anche se per fortuna il connettore è un connettore standard di tipo DIN. Non è neanche possibile costruire un semplice adattatore per collegare una qualsiasi tastiera per pc ad una Ultra 10.

I led della tastiera, come ho già scritto, lampeggiavano, quindi non capivo dove potesse essere il problema. Potevo usare la Ultra 10 con la porta seriale, ma sarebbe stato seccante. Decisi di smontare la tastiera e controllare l’unica cosa controllabile facilità: il cavo. In verità non pensavo affatto che avrei trovato lì il problema ed invece, multimetro alla mano, scoprii un maledettissimo falso contatto che mi aveva fatto perdere ormai settimane.

Altra gita al mio favorito negozio di elettronica, stavolta per altro cavo e per un connettore DIN, poi altro giro di saldatore e il nuovo cavo era pronto.

Feci la prova del nove prima ancora di richiudere la tastiera.

Il risultato fu perfetto, la Ultra 10 finalmente aveva una tastiera.

Non persi molto tempo prima di aggiungere un disco rigido alla macchina e mettermi alla ricerca di un sistema operativo.

Ero orientato su GNU/Linux, ma una nuova sorpresa mi aspettava in rete: conoscevo Solaris ma non sapevo che potevo scaricarlo per utilizzarlo per scopi non commerciali. E Solaris 10 supportava le macchine Ultra 10.

Registrarmi sul sito Sun, scaricare le immagini ISO e masterizzarle (all’epoca era ancora possibile scaricare direttamente le immagini per CD-ROM) fu una facile decisione.

L’installazione fu una passeggiata.

Avevo una macchina Sun. Con installato Solaris. Oh, era chiaramente già una macchina superata, ma mi sentivo davvero esaltato. Non vedevo l’ora di iniziare a giocarci.

Ci stò giocando ancora adesso, infatti la mia workstation Ultra 10 è ancora con me, in uso.

Le uniche parti ancora originali, a parte il case, sono la scheda madre e il lettore floppy. Il lettore cd è stato sostituito da un lettore dvd/masterizzatore cd. Una scheda PCI ha aggiunto 4 porte USB. Altre schede hanno aggiunto la possibilità di usare dischi SCSI esterni e volendo anche interni.

In altre parole, è diventata la mia macchina domestica principale.

Direi che più o meno è tutto.

Alla prossima.

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Tastiere: Sun Type 5 e Sun Type 6

Solitamente non sono molto schizzinoso sulle tastiere. Non mi serve molto, mi basta una tastiera con tasti che non si inceppino/incastrino (ho avuto una tastiera in cui la barra spaziatrice aveva la brutta abitudine di incastrarsi…).

Naturalmente come tutti ho le mie preferenze.

La prima tastiera che mi piaceva veramente è stata una Olivetti, la mia prima tastiera con disposizione dei tasti diverso da quello di una tipica tastiera italiana, che mi ha fatto capire molte cose riguardo il C e i linguaggi di programmazione in genere. Penso che tutti coloro che programmano in C usando di conseguenza molto spesso le parentesi graffe capiscano a cosa mi riferisco.

Le tastiere Olivetti oppure Olidata continuano a piacermi, ma attualmente le tastiere che preferisco sono Sun Type 5 e Sun Type 6, con una preferenza per la Type 5.

Non posso spiegare la preferanza per la Type 5 sulla base di qualcosa di oggettivo, semplicemente preferisco il suo design più “lineare”, “squadrato” rispetto alle curve della Type 6.

La mia prima tastiera Sun è arrivata assieme alla mia prima workstation Sun, una Ultra 10… ed era guasta. La tastiera in sè e per se non aveva nulla, era il cavo ad avere un problema: contatto saltuario. Per individuarlo ci ho impiegato qualche giorno, con pazienza e un multimetro digitale.

Ricordo che è stato piuttosto deprimente: Sun Ultra 10 collegata a tastiera e monitor, alimentazione… la macchina si accende, i led sulla tastiera lampeggiano ma niente sul monitor.

Ora che conosco OpenBoot e che so come tipicamente funziona all’avvio una macchina Sun non mi meraviglio, ma all’epoca è stato davvero un calvario.

Ora, quando una macchina Sun si avvia e si trova nella situazione di non avere una tastiera collegata fa una cosa particolare: assume che tutto l’input e l’output anzichè arrivare da tastiera e monitor rispettivamente arrivino dalla prima porta seriale.

Questo significa che dovetti costruire un cavo per collegare la macchina Ultra 10 ad un PC per avere finalmente la certezza che la mia Ultra 10 non era un rottame non funzionante ma un onesta workstation che si comportava come era stata progettata…

Questa però è un’altra storia, torniamo alle tastiera Sun Type 5 e Type 6.

Mi piace la sensazione alla pressione dei tasti, mi piace il loro peso, mi piacciono i tasti extra.

In particolare avere un singolo tasto da premere per le operazioni di Taglia, Copia e Incolla rende davvero più veloce digitare qualcosa, in particolare programmare.

Naturalmente la tastiera Sun che uso più spesso per programmare non ha la disposizione dei tasti italiana. Questo significa che non c’è da premere Shift in combinazione ad un altro tasto per ottenere il punto e virgola, carattere piuttosto comune nella programmazione in C (e nella programmazione in generale aggiungerei).

Anche la posizione dei tasti funzione (Ctrl e Alt) non è la stessa di una tipica tastiera italiana. Ci vuole un pò di tempo per abituarsi, poi diventa facile abituarsi troppo e trovarsi in difficoltà ritornando a lavorare su una tastiera “classica”, ad esempio quella del portatile.

Possiedo anche una Sun Type 6 con connessione USB, molto comoda… peccato che al momento non abbia trovato nessun suggerimento nel vasto mare che è internet su come usare i tasti speciali sotto un sistema operativo Windows.

Peccato.

Alla prossima.

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